Se è vero-come pensa, ad esempio Jean-Luc Nancy-che la grande arte rimette in gioco il senso del mondo, è ancor più probabile-come sostiene la psicoanalisi che la bellezza metta in crisi l'identità di chi la "fruisce": difficilmente si osserva un capolavoro rimanendo distaccati, passivi, freddi, imperturbabili, uguali a sè stessi. L'arte incanta ma spiazza, tende a destrutturare la personalità, è estraniante e a volte pericolosa; il potere evocativo delle immagini sempre rivela, anzi svela qualcosa- rompe equilibri, scardina certezze, apre squarci sulle dimenticanze, dando scacco ai trucchi della mente. L'esperienza estetica può fare "ammalare", di una malattia tra le più nobili, ci ha detto ormai vent'anni fa Graziella Magherini - psichiarta e psicoanalista- nel libro "La sindrome di Stendhal". Ma perchè il nome Stendhal? Perchè fu lo stesso autore francese a scrivere -in un diario di viaggio in Italia-di un improvviso e misterioso malessere che lo colse proprio durante una visita alla basilica di Santa Croce a Firenze.

 
 

Il padiglione ristrutturato da Renzo Piano mi aspettavo che fosse spettacolare, ma sono rimasta incantata dai dipindi di Raffaello, del Perugino, della scuola italiana del 1400 presenti nella dimora.

 
MoMA 06/18/2008
 

Che piacere girara per questo imponente edificio. Anche quando seduti in un'area di passaggio vedo due genitori che stanno cercando di fare mangiare 2 bambini che avranno 2 e 4 anni senza strepiti.

 
 

Il concetto di spazio qui' assume un significato diverso.



 

 
 

Che cos'è l'arte?
E' il superamento del dualismo contrastante della bipolarità dell'esistenza umana in una connessione armonica, che ci può portare al suo senso d'origine, quello dell'equilibrio.
L'arte è una creatività umana, per superare e riunire i due lati della bipolarità, per sentirla e viverla nella sua ricchezza contrastante, scoprendo l'armonia che la unisce.
Una dimensione che va oltre.

 
Minorini 04/08/2008