Claudia Marchi

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Spazio arte - Via Cipriani, 5  - Bologna
"Desertificazione" da venerdi 3 ottobre 2008,  inaugurazione alle ore 18
la mostra si potrà visitare fino al 30 novembre
nei giorni lavorativi dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18

"acqua"









2008
Acrilico e colori a cera su carta intelaiata
Dimensione cm. 22 x 44


"terra"










2008
Acrilico e gessetti su carta intelaiata
Dimensione cm. 44 x 53


"partendo dalla desertificazione"










2008
Acrilico e gessetti su carta
Dimensione cm. 30 x 40


"mare"











2008
Acrilico e gessetti su carta intelaiata
Dimensione cm.  44 x 53


"cielo"












2008
Acrilico e gessetti su carta intelaiata
Dimensione cm. 44 x 39


"ricordo 2"










2008
Acrilico e gessetti su carta
Dimensione cm. 30 x 40


"ricordo 1"

2008
Acrilico e gessetti su carta
Dimensione cm. 30 x 40


Ispirato da una poesia di Giorgio Cavezzali.
RICORDO

erano giorni in cui non esisteva il tempo
una carezza in meno non era un  problema
sentivo la tua protezione e la tua guida
non servivano le tue parole per sapere
dove e come andare
ricordo
il tuo sorriso raro ma sempre vero
la tua voce che sapeva sgridare senza offendere
il tuo camminare un passo indietro senza mai spingere
il tuo amore manifestato con discrezione
il tuo bisogno di noi senza chiederlo mai
il vederti spegnerti e io impotente
ricordo

"ricordi"

2008
Acrilico e gessetti su carta intelaiata
Dimensione cm. 23 x 35


Ispirato da una poesia di Giorgio Cavezzali.
RICORDI

Eccolo
di nuovo
vecchio ricordo
vecchio tormento
dell'anima sei compagnia
non lasci mai respiro vano
riempi il pensiero
leghi il futuro
eccolo
nuovo ricordo
dell'anima sei compagnia
togli il respiro all'emozione
riempi il cuore
apri al futuro

Nota critica del Prof. F. Falsetti (direttore artistico di Spazio Arte):

"Desertificazione" - Pietro Barducci, Gilbert Kruft e Claudia Marchi
Tre artisti per fornirci una stimolante proposta di riflessione sul tema della desertificazione, tema molto pubblicizzato, in questi ultimi anni, senza problematizzarne, però , i contenuti, che non sono di esclusiva indagine ambientalista, nè, di riferimento alle diverse alterazione dell'eco-sistema. L'artista oggi più che in passato, si fa interprete delle varie fenomenologie e nello stesso tempo è testimone di epocali cambiamenti. La "desertificazione" non significa solo rompere un equilibrio, non è solo l'impazzimento della climatologia e dei sistemi metereologici, è, soprattutto, la crisi, l'eclisse della ragione e l'inevitabile decadenza dell'individuo e di nuove scissioni della propria coscienza esistenziale.

"Ciò che si deve produrre è una maggiore osservazione della natura". Questo è quanto affermava Cézane e poi aggiungeva, per fare capire meglio, cosi si dovesse cogliere nella Natura, questo illuminante  suggerimento: "(...) dare l'immagine di ciò che vediamo dimenticando tutto ciò che è stato visto prima di noi".
Claudia Marchi entra nel vivo del tema proposto cercando , nell'osservazione della Natura e delle sue vitali caratterizzazioni (terra-fuoco-acqua-aria) di cogliere l'immagine invisibile che agita la vita e la presenza di questi indispensabili elementi che condizionano, anzi, ne determinano, inesorabilmente, il nostro vivere,  il nostro sentirci esseri viventi di questo pianeta. La sua non è una ricerca imitativa della realtà, è una ricerca sulle tracce del mondo che ci sfugge, del mondo che si disperde, del mondo che muore per opera dell'uomo, ed è in questo mondo che rischia la deriva, che nascono nuovi scenari, quasi apocalittici. Tutto questo potrà rivoluzionare, ancora una volta, il nostro modo di percepire e di "fermare le immagini" di una nuova epoché universale.
La scelta dell'informale è particolarmente calzante con la perdita delle certezze e con il devastante progetto di disumanizzazione che la nostra epoca sta, senza alcuna riserva, realizzando.

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